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Business Plan: intro

16 novembre 2012

Business Plan è un concetto molto ampio.

ci sono infiniti testi che trattano l’argomento. Oggi per fortuna ci sono anche tanti templates scaricabili da Internet e altrettante Apps ben fatte che trattano l’argomento.

In sintesi, un business plan altro non è se non un piano d’azione concreto che sviluppa un’idea. Questo piano è frutto di grande studio e grande analisi e per questo richiede tempo e capacità (queste ultime si possono apprendere con la giusta volontà e dedizione).

Altro tema da ricordare: il business plan è un documento dinamico. E’ una roadmap. Non si finisce mai di riguardarlo e riaggiustarlo strada facendo. Questo vale sopra ogni cosa per un nuovo business.

Le grandi multinazionali lo sanno bene. Infatti hanno dei processi strutturati che si occupano proprio di pianificare e prevedere gli impatti delle loro attività sul proprio business, in relazione alle proprie vendite, ai propri costi, ai propri profitti, alla concorrenza  e così via.

Si tratta del piano a 3 anni (o 3 years plan) che è una visione molto alta di “top e bottom line” cioè della prima e ultima riga del Conto Economico (le vendite nette e il profitto operativo) che normalmente si svolge a Luglio di ogni anno. Riferendosi alla nostra esperienza di startuppers, questo esercizio risponderebbe alla domanda: “dove vedo la società fra 3 anni ?”

Il secondo importante momento strategico di una multinazionale è la fase di Budget: è il momento in cui l’AD e la sua prima linea, danno le disposizioni di cosa di aspettano di vedere come piano d’azione per l’anno successivo. Dopodiché saranno i mercati, i teams locali o le business units che si occuperanno di andare nel dettaglio e, con un processo “bottom-up” dimostreranno la reale possibilità o meno di raggiungere i risultati richiesti.

Riferendosi alla nostra startup, qui stiamo rispondendo alla domanda: “dove vedo la società fra 1 anno ?”

Teniamo sempre a mente che le caratteristiche di una startup sono molto diverse rispetto ad una grande società consolidata. Nel primo caso infatti conta molto di più la velocità di adattamento e la rapidità a mutare pelle a seconda delle condizioni del mercato. Il profilo delle persone che funzionano in questi contesti sono quindi amanti del rischio e del cambiamento, non hanno problemi a cambiare punto di vista se questo è necessario per la sopravvivenza della Società. Sono pronti a cogliere qualunque opportunità si presenti e tendono ad essere meno legati a strutture gerarchiche e a procedure.

I profili invece da multinazionale strutturata sono normalmente più avversi al rischio. Amanti del metodo e della procedura, amano meno le novità improvvise e hanno maggiori difficoltà a mutare prospettiva, soprattutto se il punto di vista in questione lo hanno dovuto difendere pubblicamente di fronte ai propri colleghi e capi. Sono spesso degli ottimi manutentori di qualcosa che è stato costruito inizialmente dai “pionieri” o gli “esploratori”, che nel nostro caso sono gli startuppers.

Nel prossimo articolo vi sintetizzerò i punti chiave di un business plan e alcuni link e apps utili sull’argomento.

Buon lavoro

 

 

 

 

 

From → Planning

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